Il nome deriva dalla vicinanza con il vecchio carcere delle Murate, ma simboleggia sopratutto la volontà dei quattro titolari di creare un luogo per rilassarsi in compagnia, gustando buon cibo e buon vino. L'ambiente è elegante, ben illuminato, tutto sui toni del bianco, con tavoli e sedie moderne. bella e ben organizzata la cucina, così come la cantina al piano di sotto con circa 300 etichette, toscane ma anche francesi, di cui qualcuna anche a bicchiere. La cucina segue una linea moderna e creativa, dalle mani di Marco Stabile, chef giovane e valente di cui sentiremo parlare ancora. Pur ancorate all'utilizzo delle materie prime locali, con qualche incursione nel mondo ittico, le sue proposte si discostano dalla tradizione. La tecnica è di buona fattura: lo dimostrano i sapienti Medaglioni di quaglia farcita alla salsiccia toscana con lamelle di marroni e agrodolce di melograna, un piatto giocato a più sapori. La Zuppetta di fagioli schiaccioni con estratto di spannocchie e gallinella di mare è una felice interpretazione di un abbinamento abusato. Da segnalare anche gli Ghocchetti di patate e lambrusco, zucca gialla e cresta di gallo fondente e il Maialino da latte arrostito alla melissa con cime di rapa alla crema d'aglio e lavanda con terrina arancio. |
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